Ferie Italia 2014              

 

Decimo raduno a Colfiorito.                                                                                                                                                

 

Venerdi 5 settembre 2014

 

Partiti da Milano venerdì alle 9.30 e dopo qualche fermata e circa 500 km. eccoci a Colfiorito.

La casetta è su due livelli in Località Forcatura www.agrioasi.com  la proprietaria è la Sig. ra Silvana che con tutta la famiglia gestisce questo bell'agriturismo.

Ci ha fornito di latte biscottini fatti da loro e tutti i prodotti biologici che producono.

Dopo esserci sistemati siamo andati all'incontro con i V- strommers a Lieta Sosta http://www.lietasosta.it/ a Colfiorito un ristorante dove le portate sono molto abbondanti e dove continuano a passare a riempirti il piatto.

Ottima la cena, abbiamo rincontrato vecchi amici e conosciuto dei nuovi.

 

Sabato 6 settembre

ore 9 partenza per il giro tra le colline dei monti Sibillini e non solo.

 

 

 

 

I nomi dei paesi non posso ricordarmeli, scappavano sotto i miei occhi come la sabbia soffiata dal vento. Quindi ho fatto una piccola mappa. La sosta del pranzo, questa località me l'ha ricordo

è S. Lucia dei colli Sibillini www.agriturismosantaluciadeisibillini.it. Agriturismo e ristorante. Anche in questo caso il cibo è stato molto buono e abbondante. Proprio in quest'occasione ho conosciuto altri V strommer appassionati come noi di viaggi, sia in moto che in camper.

Quindi la pausa è volata raccontandoci delle nostre esperienze e scambiandoci e-mail e n. di telefono. Poi verso le 16 via verso Castelluccio.

Nel parco non si può viaggiare più di 3 o 4 moto quindi all'entrata ci siamo segmentati. Lo spettacolo venendo giù dal Montegallo è stato pazzesco.

D'apprima la nebbia e la frescura fino a 14 gradi ci aveva un intirizzito, poi lo spettacolo della vallata immersa in questa bruma settembrina ci ha fatto viaggiare come in una saga di Tolkien.Più si scendeva e mano a mano la valle si allargava e se prima il paesino si vedeva sfuocato ora svettava in cima alla sua memorabile collinetta. La spianata purtroppo non era fiorita perché la

raccolta delle lenticchie è già avvenuta, ma comunque è stato suggestivo ugualmente.

Dopo 230 km ecco il cartello Colfiorito. Il giro è stato meraviglioso e l'organizzazione perfetta.

Ci siamo dati appuntamento per la serata di gala. Verso le 21 al Forti .Questo ambiente era molto più elegante del precedete e le porzioni adeguate alla location. Anche in questo caso gli organizzatori hanno saputo scegliere. Abbiamo assaporato nuovi

gusti e bevuto vino del posto. Alla fine due torte di mimosa. Una riportava il logo e l'altra riproduceva la stampa della maglietta che ci hanno dato venerdì.

Dopo tantissime chiacchiere e innumerevoli, tanto che ho perso il conto, bicchieri di vino ci siamo dati appuntamento per la domenica. Dove molti sarebbero partiti. Destinazione casa.

Noi invece NO.

 

Domenica 7 settembre

Ore 8.30 non c'è ancora nessuno, ieri sera abbiamo fatto le 1.30.

Ieri eravamo circa in 90 moto, oggi, per il giro, dovremmo essere  in 27.

Dopo aver salutato quelli che ripartivano, chi verso casa chi a trovare parenti, ci siamo preparati

per il nostro giro domenicale, sicuramente meno impegnativo di quello del sabato.

 

Infatti siamo andati a vedere solo le cascate delle Marmore. Un caos infernale. Le abbiamo viste solo da fuori per problemi di tempo, abbiamo sostato e chiacchierato davanti a questa imponenza, poi via per il pranzo. Il dàje col dònca ( parlare spero di averlo scritto giusto) non finirebbero mai, ma purtroppo le cose belle terminano e anche in questo caso ci siamo salutati.

Noi però abbiamo salutato tutti, perché rimaniamo fino a venerdì.

 

 

 

Lunedì 8 Settembre

Data storica per noi italiani. Nel nostro piccolo le tappe di oggi saranno:

Foligno, Montefalco e Bevagna.

Per iniziare bene la settimana colazione fuori.

Quindi verso Foligno dopo aver passeggiato per le vie del centro ci siamo sistemati, e bevuto un buon cappuccino, al bar di Piazza della Repubblica dove su questo rettangolo sorgono il Palazzo Trinci grazie a questa famiglia la città fu impreziosita da prestigiose opere architettoniche. Il palazzo è dotato di un passaggio particolare " Ponte sospeso" si tratta di una passerella che comunica con un altra casa della piazza.

Poi vediamo la chiesa, Duomo di San Feliciano il patrono della città. Poi la maestosa facciata appena rinfrescata del palazzo comunale che non  è altro che il Palazzo dei Priori e il Palazzo del Capitano del Popolo congiunti tra loro.

PS Curiosità. Si dice anche, che venne stampata in Foligno la prima Divina Commedia dalla prima tipografia nel Palazzo Orfini, altra celebre famiglia della zona.

Ora portiamo le nostre due  anime in un altra location. Montefalco.

I parcheggi sono a pagamento, ma se si cerca attorno alle mura è gratis. Quindi non perdiamo l'occasione. Salendo questi scalini logorati dal tempo ci si affaccia in una piazzetta molto ben tenuta con dei bassi alberelli che fanno ombra alla giornata molto soleggiata. Proprio lì a fianco c'è un bar con terrazza e ci fermiamo per mangiare. Poi due passi nel borgo dove un dedalo di viuzze ci fanno perdere l'orientamento, ma non la voglia di comprare del buon vino.

Quindi ci imbuchiamo in uno dei molti negozietti aperti che fanno da contorno a questo bel paesino. Prendiamo un Sagrantino un Montefalco un trebbiano spoletino e un Grechetto e soddisfatti usciamo dal negozio anche noi con la nostra bella confezione di cartone che evidenzia le gustose, costose, bottiglie.

PS Curiosità: Montefalco detta anche ringhiera dell'Umbria data dalla meravigliosa posizione, ma c'è un altro aneddoto. Fu anche nominata "lembo di terra caduto dal cielo" infatti dette la nascita a ben 8 santi del medio evo, che ora hanno i nomi dei loro 8 rioni.

Non vogliamo tornare a casa la giornata è ancora lunga ed allora, verso Bevagna altra località tipica del posto. I suggerimenti di tutti questi e altri ci è stata fornita dai ragazzi che abbiamo incontrato al raduno.

Bevagna è il diamante è una chicca per l' Umbria è la prima città del medio evo. Si entra  da porta Flaminia e si percorre una strada lastricata, con in mezzo lo scovolo per l'acqua, in salita dopo innumerevoli negozi d'artigianato, aperti, vediamo anche il museo della carta e decidiamo di vederlo al nostro ritorno. Ci troviamo in Piazza Silvestri, enorme larga con prospettive alquanto particolari. All'interno della Chiesa di San Michele Arcangelo c'è l'essenziale. Ci sediamo al bar d'angolo per assaporare l'umanità di quel luogo, il dialetto dei cittadini che passano ci fanno sorridere. La fontana, costruita sotto il vecchio pozzo che dissetava tutta la cittadina, fu costruita nel 1800 circa. È tornata all'origine da poco, dopo che un bimbo ne aveva staccato un lembo giocandoci nell'arrampicarsi. Quindi ora è ristrutturata. Un passaggio porta nei vicoli, le case sono a ridosso una con l'altra e i portoni di legno a volte riportano degli apriporta unici.

PS Curiosità Dicono " Il vivere tranquillo di Bevagna". Una città lontana dalla civiltà.

Torniamo verso casa, siamo stanchi e i nostri occhi per oggi hanno osservato e immagazzinato un infinità di splendide immagini.

Ci fermiamo al supermercato a Colfiorito e compriamo tutto quello che vediamo diverso dalle nostra abitudini. I formaggi i salumi il pane qualche frutto. Il negozio è minuscolo, ma contiene tutto il necessario. I commessi sono gentili e sorridenti. La casetta ci attende.

 

 

Martedì 9 settembre

Ho scaricato da google la mappa delle tappe di oggi. È comodissima la si può consultare in qualsiasi momento. Quindi: Visso, Norcia e Cascia.

La cittadina di Visso è la chicca dei monti Sibillini. Siamo nelle Marche. Dopo aver oltrepassato la porta di Piazza Garibaldi parcheggiamo la moto nella via più larga del borgo. Ci prendiamo una spremuta prima di visitare questa perla. Ascoltiamo le cantilene e i modi di dire. C'è molto traffico che arriva dalla maestosa Porta. Ci addentriamo nei vialetti anche loro lastricati. Si vedono balconi medioevali ed effigi di vecchie famiglie. In piazza notiamo due chiese. Una è la Collegiata si Santa Maria, molto antica XII secolo, al suo fianco la chiesa di S. Agostino, oggi sede del Museo dove si raccolgono tutte le opere delle chiese del territorio di Visso. Da cornice a questo borgo svettano i monti Sibillini.

Inforchiamo la moto verso Norcia prendendo al strada per Preci, è molto trafficata, ma poi si dirama e diventa panoramica e in un battibaleno ecco il cartello Norcia.

Manco a dirlo lo tutto il mondo che è una meravigliosa cittadina dell'Umbria. Mettiamo la moto in una viettina, poi procediamo verso il centro, il sole è oramai alto, in strada non c'è molta gente solo qualche turista. Ci incolliamo alle vetrine dove vediamo ogni leccornia, prosciutti, salami formaggi, insomma ogni negozio ripete il precedente con la proprio personalità, così guardando arriviamo in centro. Piazza San Benedetto, accecante, il sole riflette sul bianco dei marmi che la adornano l'ombra si nasconde solo dietro ai due leoni de La Castellina, palazzo fortificato ora sede di un museo con esposizioni di arte contemporanea. Allunghiamo il passo e dopo aver visitato la Basilica di San Benedetto, alcuni dicono che  sia sorta sulla vecchia abitazione del Santo.

Procediamo e vediamo un magnifico negozio tutto addobbato a festa proprio lì poco più avanti un locale FM (Piazza San Benedetto 7|a)attira la nostra attenzione. Un bersò contiene intimamente dei tavolini ben apparecchiati.

Ci sediamo, esce il proprietario che, con parlata chiara e sicura, ci elenca tutto il menu e sottolinea che tutti i loro prodotto sono a km zero. Decidiamo per un tagliere misto salumi e uno misto formaggi. Arrivano, con loro, anche delle gradevoli marmellatine, molto saporite e gustose. Condiamo il tutto con un calice di Colle capretta, ossia, un trebbiano spoletino, adorabilmente si sposa con il cibo che stavamo mangiando. Il proprietario molto operoso e loquace ci parla dei suoi prodotti. Dopo questo gradevole spuntino continua il giro della cittadina ci fermiamo per le compere nel negozio dopo il ristorante e prendiamo prosciutti termosaldati e formaggi da portarci a casa, a Milano. Laudani norceria .

Soddisfatti ruotiamo verso Cascia.

Con la moto i parcheggi sono molto più semplici. Infatti abbiamo parcheggiato vicinissimi al centro. La cittadina è imbottita di scale mobili per i milioni di pellegrini che la assalgono tutto l'anno. Molto comodo, ma poco caratteristico, dove prima probabilmente c'erano amabili salite ora c'è una scatola di metallo con denti che brillano alla luce del sole e che si muovono verso il santuario. Saliamo, e poi ancora saliamo e di nuovo saliamo. Usciamo in una piazza dove a destra si vede il santuario di Santa Rita, ossia di Madre Maria Teresa Fasce. La storia racconta che Santa Rita voleva ergere una chiesa, ma il progetto era troppo ambizioso e con le sole elemosine e qualche

donazione non arrivò mai alla conclusione. Si impegnò, dopo la morte di Rita, suor Teresa Fasce che con molti aiuti anche dalla chiesa riuscì nel progetto che la futura Santa non riuscì a realizzare.

Le spoglie di Santa Rita si possono ammirare all'interno della chiesa.

La sera, siamo ritornata a Colfiorito al , dove Paola ci ha servito una splendida cena, ci ha fatto rivisitare i sapori e gli odori di quella terra.

 

Mercoledì 10 Settembre

Oggi Marmore, lago di Piediluco e Sangemini

Guardando fuori dalla finestra sembra che oggi il sole sia andato a fare shopping da un altra parte.

La nebbiolina copre tutti i monti davanti a noi e l'umidità è penetrante.

Nonostante il tempo, andiamo alle Cascate delle Marmore. già dal parcheggio si vede che non c'è molta gente. Qualche cenno storico.

Questa imponente struttura è un'opera dell'ingegno dell'uomo. Venne realizzata nel III a.C.da un console romano per far defluire le acque del Velino. Da quel momento molti e molti architetti ci misero il proprio intelletto per migliorarla e renderla più funzionale possibile. Fino ai giorni nostri dove la vediamo in tutta la sua maestosità.

La Leggenda della cascata: si racconta che il pastorello Velino era innamorato di una Ninfa che era

solita immergersi nelle acque del Nera. Dopo tanto corteggiamento la bella Ninfa lo rifiutò. Velino

allora decise di buttarsi dal più alto dirupo della cascata per poter unirsi a lei eternamente.

Il biglietto costa 9 euro. Danno un opuscolo dove è molto semplice capire i percorsi.

Camminiamo sul vialetto che conduce ai vari itinerari, vediamo un mantello abbandonato su di una panca di marmo e su di essa un libro con le pagine arruffate dal vento. È stato un inganno ottico meraviglioso, mi sono avvicinata e invece era una scultura dedicata al poeta Byron il quale ha decantato lo scorrere delle acqua in una sua poesia, infatti il libro riporta i versi in italiano ed in inglese. Il tutto rigorosamente di marmo. Fantastico.

I sentieri sono tutti cartellonati e più o meno impegnativi. Noi prendiamo quello più semplice. Sarebbe meglio portarsi un impermeabile. Percorrendo il nostro itinerario incrociamo ponticelli e sentieri lungo fiume, poi scale che terminano in terrazzini panoramici. La cascata produce un frastuono da non far sentire null'altro.

Si possono ammirare le sue acque che impetuose scorrono sotto i nostri piedi, e tra una fitta boscaglia di un verde rigoglioso, gli indumenti si inumidiscono sempre di più. Si scattano foto, anche se l'obiettivo è appannato dalla nebbiolina provocata dalla suo violenza che sbattendo contro le rocce ti bagna. È stata una passeggiata meravigliosa.

Per fortuna il tempo, è migliorato, dandoci modo di poter immortalare, e portare a casa,

tutta la sua maestosità. 

Per la conservazione delle acque la cascata ha degli orari di apertura. Quindi sarebbe meglio

consultare il sito prima di fare una incursione inutile.

Consigli:

Impermeabile, stivaletti comodi e sicuri, bimbi per mano, altrimenti c'è un percorso didattico lo gnomo Gefro che porta i bambini (3/8 anni) in giro per il parco.

Informarsi della apertura delle acque

Peccato è venuto brutto e i baracchini che ci sono in Piazza Byron, stanno ritirando gli ombrelloni e le sedie, purtroppo la settimana prima hanno subito danni per pioggia violenta.

Ci incamminiamo anche noi per non prendere acqua dal cielo e arrivando all'auto inizia a piovere.

La giornata però è ancora lunga allora ci dirigiamo verso il Lago Piediluco, anche questo suggerimento ci è stato dato dai nostri amici di Terni, Paola e David. Il cielo è grigio, ma non

ha più molta voglia di bagnare la terra già pregna d'acqua. Parcheggiamo e facciamo una passeggiata vicino al porticciolo. Tranquillo, con l' uggiosità del momento è veramente un luogo magico, due cani si rincorrono e uno ha deciso di tuffarsi in acqua, l'altro lo aspetta in riva con i padroni sorridenti. Il batuffolo imbevuto d'acqua esce e polverizza in un attimo il buon uomore dei suoi padroni scuotendosi loro addosso. Dopo qualche minuto, la piccola famigliola si incammina verso il parcheggio. Le foglie a terra sono impastate, ma gli alberi ne conservano ancora di nuove, e ogni tanto il lieve venticello fa cadere qualche goccia sulle nostre teste. C'è una barca in mezzo, al lago, un pescatore tenta di stare fermo, ma la corrente che arriva dal canale artificiale che fa da cascatella

non lo fa restare immobile. Passeggiamo in questo incanto, tra panche di granito e mezzi busti di sconosciuti. Il lago è il secondo dell'Umbria dopo il Trasimeno e non supera come profondità i 2 metri.

Torniamo sulla nostra strada e procediamo verso San Gemini. Saliamo di qualche curva e arriviamo in una piazzetta con al centro un albero, ai suoi piedi nei giorni di sole qualche auto potrà godere della sua ombra, ma oggi è grigio, alloggiamo l'auto accanto a molte altre e ci incamminiamo per una strada che ci porta nella piazza centrale. Capisco che questo è la congiunzione tra la nuova e la vecchia città. Tutte le case sono di pietra, e dove stiamo camminando ora, tutto lucido e levigato ci hanno scalpitato cavalli e antichi romani.

Sembra di essere immersi in un altro tempo, in un altro mondo. Giardini, balconi e vasi di fiori ingentiliscono la pietra: la quale evoca, in un labirinto di stradine, scalinate e archi , un medioevo che perdura nei giochi e nei riti della gente. Dopo aver scattato molte foto, ci prendiamo un buon caffè in piazza D'assisi. Il gestore, un simpatico uomo sulla cinquantina, ci suggerisce di ritornare a fine ottobre dove tutti gli anni c'è la rievocazione in costume, e tutto il paese vi partecipa.

Bene la giornata è giunta al termine e noi rientriamo stanchi, ma contenti di aver vissuto in

quel tessuto urbano antico e caratteristico dei nostri borghi italiani.

 

Giovedì 11 Settembre

Oggi Spello e Trevi

Siamo immersi in una realtà che non è la nostra, qui tutto procede a velocità controllata, tutti sono

placidi e tranquilli. Oggi proseguiamo con la visita di altri due meravigliosi borghi. Quindi il nostro cammino rimane sempre dentro questo ring fatto di calma e di nuove frontiere.

Spello è  molto turistica confrontandola con altri paesini qui la vita è un più movimentata, ciò è dato dalle migliaia di visitatori che ogni giorni si riversano nel suo dedalo di viottoli.

Prendiamo la via principale passando per Porta Colonia Iulia e saliamo piano piano guardando negozietti artigianali dove vendono vino, olio e legumi, la strada si allarga e incontriamo la chiesa di Santa Maia Maggiore con la sua maestosa porta a bassorilievi, oltrepassandola incrociamo la cappella del Baglioni e il dipinto, del Pinturicchio. PS la diocesi per non spendere

nell'elettricità tiene le luci basse, ma se volete fotografare il dipinto appena girate l'angolo sulla destra trovate un pulsante, accendete la luce scattate e poi spegnetela come da biglietto incollato sul

bottone. Avanziamo sempre in Via Garibaldi e avanza anche il languorino, decidiamo di fermarci da Bonci. Oggi è una splendida giornata, la cassiera ci indicata il passaggio per il giardino. È un giardino terrazzato, ossia da lì c'è una vista meravigliosa sulle campagne. Ordiniamo all'ombra di altissimi pini marittimi. La ghiaia smossa dai passai della cameriera mi avverte che sta arrivando

un plateau di salumi e uno di formaggi e la torta di testa. Siamo in Umbria queste sono tutte le loro prelibatezze, e il panorama corona il pranzo in modo divino. PS La torta di testa è una focaccia e testa è la piastra dove si usa cuocerla. Ci addentriamo nuovamente tra la folla che ora è ancora più

fitta. Girovagando troviamo anche una targa accanto ad uno stipite, premio per la porta più bella, cioè addobbata con vasi di fiori. Dopo aver comprato 4 bottiglie di vino e una di olio con il nostro bottino ci avviamo, in discesa, verso l'auto.

Trevi sarà l'ultima meta di questo magnifico tour per i più bei borghi d'Italia.

Purtroppo la bella giornata di poco prima si sta trasformando in una triste di settembre con nebbia

e nuvole basse. Saliamo a Trevi anche qui troviamo la città antica e quella più vicina ai giorni nostri. Anche questo borgo come quelli precedenti sono ai lati o addiritrura edificati sulla via Flaminia via di scorrimento dell'antica Roma accanto scorre placido il Clitumno nostro compagno di viaggio per molti chilometri. I Trevani sono molto orgogliosi dei propri prodotti tanto che abbiamo letto: "L'olio è come lo champagne ". Oltre l'olio c'è un ottimo vino, poco valorizzato, ma molto agreable. Il Trebbiano che proprio nel nome si denota la provenienza cioè: Trevi in latino Trebia a cui l'aggettivo Trebianus che si perde nella notte dei tempi. Ci addentriamo e notiamo che si è in un

borgo incantevole, a differenza degli altri di pietra questa è tutta a mattoncini, la cittadina è molto curata in ogni sua parte, sia nel verde che nei lastricati mantenuti come una volta. Passata la torre civica troviamo  Piazza  Mazzini con la sede del municipio e il Teatro Clitumno. Un occhio ai  vari Palazzi nobili della città Palazzo Lucarini, Palazzo Natalucci e Valenti.

La giornata volge al termine come le nostre vacanze in queste regione meravigliose.

Domani, venerdì si imboccherà la e77, consigliata dai ragazzi del raduno perchè più scorrevole,

poi a Bologna la noiosa autostrada per Milano.

Una volta giunti là si cambia valigia e si prende quella targata Provenza per altre due settimane, di relax, curiosità e spensieratezza.