FRANCIA

--BRETAGNA--

 

 

Precisamente sabato 26. Ore 10.56

L’auto, non e’ carica come al solito.

Partenza in una assolato mattino di giugno.

Questa volta abbiamo prenotato due maison per due settimane,e quindi

ci siamo portati solo il necessario, per la terza settimana cercheremo in loco.

Prima destinazione Finistère. ---Argenton---

Con noi c’e’ anche "Lei" Luisa ( il navigatore Lui sà)

Dopo vari itinerari optiamo, per quello più veloce.

La disponibilità della prima casa e’ oggi stesso e quindi via…..!!!

A Moulines circa a metà percorso ci vogliamo fermare , ma

nessun albergo della zona ha una stanza libera, allora ci siamo

guardati ed abbiamo deciso.

" OK vuol dire che e’ destino. Guideremo tutta la notte"

Così e’ stato. Naturalmente, non e’ una passeggiata guidare

da soli, mentre l’altro ronfa.

Ho visto strade sgombre da traffico, lampioni che si susseguivano ininterrottamente. Poi …..dopo ore di solitudine il traffico ha ripreso lentamente e finalmente la mattina del 27 giugno siamo arrivati. Ci fermiamo davanti alla casetta bianca con le persiane celesti, di fronte……l’oceano. Dopo poco ecco che arriva M.me Helen Pouliquen

Siamo stanchi. M.me Helen ci fa accomodare, quella sarà per una settimana

il nostro rifugio. Alla sua vista ci riprendiamo. Il terrazzino d’entrata si affaccia su di un ruscello dove dei ranocchi gracchiano dandoci il benvenuto E’ veramente accogliente. I colori predominanti sono il bianco ed il celeste che alternandosi creano

un’atmosfera marina. Le comodità non mancano vediamo la Tv la lavastoviglie

il forno a microonde ed il frigorifero ed una fiammante lavatrice, insomma tutta

l’attrezzatura per farti sentire a casa tua .Delle reti sono disordinatamente appese alla parete che ci porta al piano superiore. I lucernari mandano un bagliore accecante nelle stanze e l’aria circola liberamente portando con se l’odore del mare.

28 giugno

Appena svegli decidiamo di fare colazione vista oceano.

C’e’ la bassa marea, si vedono affiorare le chiglie delle barche ormeggiate. Alcune adagiate sulla destra alle sulla sinistra, visto così il minaccioso e prepotente oceano sembra una pozza melmosa e pacifica.

Gli uccelli fanno degli enormi banchetti, anche gli uomini si addentrano in quella

melma fatta di alghe e sabbia, cercano le lumachine, piatto prelibato.

Osserviamo questo scenario, per noi inconsueto, ma veniamo distolti da una discussione. Capiamo immediatamente che i bretoni hanno un carattere focoso.

Da noi non ci sarebbe stata una discussione con questo argomento.

Tutto volge al saluto che un cliente, non ha fatto al gestore del bar

Si e’ scatenato il finimondo, il cliente risponde a tono ed il gestore non si

intimorisce, dicendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe servito

Accidenti che carattere…..e tutto per un saluto. Noi non diamo più peso a queste

cose, l’educazione l’abbiamo dimenticata.

La sera siamo andati alla ricerca di un ristorante, probabilmente in questo periodo dell’anno sono ancora chiusi. Quindi ci siamo

spostati fino a Brest. Al Porto abbiamo trovato molti locali caratteristici.

Ordiniamo le nostre prime Mules e Frittes (cozze e patatine fritte) i gabbiani con il loro acuto garrito ci accompagnano per tutta la cena.

Sono le 22 il sole e’ ancora alto dopo circa un’ora lo vediamo bruciare nell’oceano. Arrivati a casa ci godiamo bene la serata,il gracchiare delle rane e lo scroscio continuo del ruscello ci conducono nelle braccia di Morfeo. Che sensazione strana, solitamente ci addormentiamo con il traffico, e ci destiamo con la sveglia che trilla.

Siamo proprio in vacanza, e cominciamo ad assaporarne il suo tempo, senza tempo.

29 luglio

Dopo una abbondante colazione, fatta in casa, ci avviamo, con tutta calma verso la costa.

Visitiamo la cittadina di Landernau situata ai piedi di Brest. E’ nel punto dove l’oceano si confonde con l’acqua dolce dell’Elorn. Il centro ci fa entrare nel

cuore della Bretagna le case hanno il tetto spiovente fatto di ardesia e granito.

La leggenda racconta che il fiume Elorn era abitato da un enorme drago il

quale si nutriva di uomini e animali. Un giorno un sacerdote con particolari attitudini riuscì ad avvicinarlo, e dopo un lungo discorso convinse il malefico drago di non degustare più la fragrante carne umana.

La città ha un ponte abitato e’ uno dei 45 che sono sopravvissuti alle guerre.

Questo anno e’ il loro anniversario. Anche in Italia ci sono alcuni esempi il migliore è quello di Bassano del Grappa. Osservandolo meglio ci si può perdere nei secoli di storia. Quante persone avranno vissuto quei locali sospesi sull’acqua? Quanta povertà avrà visto passare dalle volte umide di quei ponti? Passeggiando arriva l’ora di cena e con un sole ancora caldo, ci accomodiamo all’esterno di una pizzeria per gustare le meravigliose edificazioni del centro cittadino.

30 luglio

Prendiamo la D127 sulla costa e scattiamo foto. In questo punto la vegetazione che costeggia l’oceano e’ molto bassa oltre che al vento anche a causa della salsedine che brucia i tronchi delle piante. Ci facciamo accarezzare da questa brezza. Proseguendo troviamo in una zona ben delimitata un gruppo di cavalli, che pascolano su di un area a strapiombo.

Il mantello sauro e la massiccia corporatura, ci inducono a pensare che siano Cavalli Bretoni. Ho letto che li utilizzano per il trasporto delle alghe che vengono

raccolte dall’oceano e portate alla lavorazione nei laboratori. Le immagini che vengono memorizzate sulla mia card sono infinite Un puledro barcolla vicino alla mamma per poi accasciarsi stanco a terra.

Riprendiamo la strada destinazione la corniche de Aber Vrac’h, una strada panoramica con tanti siti per potersi fermare tranquillamente ed osservare questa meravigliosa costa. Dopo poco si arriva al faro di Plouguerneau. Le spiagge si perdono all’orizzonte bianche e spoglie di ogni ombrellone, ma sature di aquiloni colorati che felici ballano al il vento.

Con questa cartolina torniamo verso Argenton. L’oceano nel frattempo è

tornato a coprire le tristi barche, è tornato a schiaffeggiare il molo che sornione aspetta la sua bassa.

1 luglio

Ci svegliamo ancora increduli di essere in vacanza. Pensata, programmata,

ma neppure lontanamente creduta cosi bella e tranquilla.

Oggi Saint Malò. Il centro storico e’ gelosamente custodito da altissime mura.

Imponente ci accoglie la Grande Porte costruita appositamente a lato del mare per

poter proteggere il porto, ancora oggi ricco di imbarcazioni di ogni genere. Commercialmente parlando il merluzzo e’ la sua principale attività. Cerchiamo immediatamente di salire sui bastioni, dove si può ammirare, passeggiando, le caratteristiche viuzze e lo spettacolo dell’oceano che visto da quella altezza e’ straordinario.

I gabbiani non temono l’uomo. Infatti nonostante il fiume di gente che cammina, si appoggiano sui davanzali e garriscono in continuazione. La promenade prosegue fino a scorgere una piscina di cemento costruita in riva all’oceano, e’ fornita anche di trampolino….veramente particolare.

Lo sciabordio dell’acqua fa si che la riempia, sembra un tutt’uno con il mare.

Guardandomi attorno però noto che gli escrementi dei gabbiani stanno coprendo

ogni cosa. Il comune deve avere un gran bel lavoro di pulizia. Un piccolo languorino ci assale. Non c’e’ nessun problema.

I ristoranti e le creperie sono sempre aperte. All’interno delle mura si snodano, uno

dopo l’altro un’offerta infinita di locali dove poter assaporare i piatti tipici. Ci fermiamo in uno di questi e degustiamo un altro tipo di crepe. E’ ora di spostarci e prendiamo per Saint Michel, Non e’ la prima volta che la vediamo, ma non la si può evitare una visitina e’ d’obbligo. Il parcheggio non e’ molto affollato forse perchè e’

pieno pomeriggio, e i turisti preferiscono venire di sera, più suggestivo.

E’ sempre entusiasmante poter salire tutti quegli scalini.

Mi fermo e li osservo sono sbiaditi e corrosi. Penso a quanti tipi di calzature hanno visto passare , dalla Poulaine classica del nord Europa a quella ecclesiastica, dai sandali dei frati che con la loro pacatezza salivano pregando senza ammirare il panorama circostante, hai calzari speronati dei soldati dove, appesantiti dalle armature irrompevano nella fortezza, alle sottili e nude impronte di poveri mendicanti che afflitti dalla fame bivaccavano lungo le scalinate chiedendo un pezzo di pane.

Mi volto e vedo Roby che sta fotografando, la palude. Immediatamente ci accorgiamo che lungo le mura, proprio sotto di noi, si sta alzando la marea. In breve tempo la fortezza

e’ isolata dalla terra ferma, rimane solo quel lembo di terrapieno costruito dall’uomo.

Prendiamo caffé su di una terrazza esposta ed est. Il sole e’ sull’altro lato

e così, prima di ripartire, ci gustiamo un bel panorama.

Arriviamo a casa dopo cena. Le luci della strada sono spente, e così sarà per tutta la nostra permanenza. Probabilmente perchè il giorno e’ così lungo che non conviene

accenderle. Vabbé noi siamo sempre muniti di torcia.

2 luglio

Il bighellonare in ferie dovrebbe essere all’ordine del giorno.

Noi però solitamente non l’ho facciamo, siamo sempre programmati per

fare qualche cosa. L’organizzazione e’ la base per poter visitare più luoghi.

Bene. Questa mattina proprio non se ne parla. Dopo, come sempre, un’abbondante

colazione decidiamo di procedere sulla costa, senza meta, gustarci il

panorama, senza rendere conto al mio piccolo, e impertinente diario di bordo.

Ora racconto al mio diario cosa e’ accaduto davanti ad un bancomat.

Ad Argenton ,ne avevamo visto uno.

Quindi fermiamo l’auto. Roby si avvicina alla postazione che e’ rientrante

il sole comincia a scaldare e qualche nativo passeggia, senza dar peso all’accaduto. Dalla viuzza laterale, che porta alla spiaggia, arriva un magnifico stallone color ebano. La sua conduttrice abbigliata da cavallerizza, scende e con indifferenza lega le briglie del cavallo al polso, come fosse il guinzaglio di un cane e indisturbata preleva.

Dietro al sedere del cavallo, in coda, Roby aspetta pazientemente che la donna e lo stallone terminino la loro operazione.

Una scena mai vista, infatti c’e’ anche una foto.

3 luglio

Seconda destinazione Finistere --Plogonnec--

Trasferimento verso l’altra casa .

Ci spostiamo verso Plogonnec siamo nell’entroterra, ma più vicini

a due coste. La maison dei coniugi Drouot M.Jean Pierre e M.me …..

ci stanno aspettando a Pennaprat loret Legites di Breizh Evasion

http://www.pour-les-vacances.com/site/location-gites.php?id=5402

All’arrivo i Sig.ri Drouot ci fanno visitare la nostra casetta a due piani.

In questa dimora passeremo una settimana. Il colore predominante in questo caso

e’ l’arancione con tutte le sue sfumature arrivando fino al marrone. Le sedie

sono di pelle nera. Per il divertimento vediamo la tv e lo stereo e l’attacco wf

per il pc un divano con due poltrone compongono la sala. Le parete hanno le pietre

a vista, proseguendo si arriva nella zona cucina. Secondo il mio parere

c’e’ lo zampino di un arredatore. Non manca nulla. Le camere, al primo piano, sono adorabili e la sala da bagno ha una chiusura tipo saloon.

 

4 luglio

Ci svegliamo con il sole che filtra dalla tendina del lucernario. J.Pierre ci ha fornito di molti itinerari interessanti. Questa mattina seguiamo quello del mitico faro di Pointe du Raz, passando per Cap Sizun.

Imbocchiamo la D63 per Locronan, ma non ci fermiamo, proseguiamo

verso Douarnez la città ha dei giardini formidabili, al largo c’e’ l’isola dove si rifugiò Tristano, essa e’ un piccolo eden, per salvaguardarlo e’ consentito l’accesso solo con una guida. La costa di Cap Sizun e’ una delle più suggestive del Finistere. Tre punti strategici ( Cap Sizun Port Duraz e Pointe du Van) dominano l’irrequieto oceano che tumultuoso sbatte sulle rocce da secoli creando a sua volta delle coste meravigliose che cadono a strapiombo su di esso. Non possiamo non fermaci e fare due passi per i sentieri che si snodano lungo la costa a picco sulla scogliera. Ci addentriamo e dopo qualche passo si apre un panorama meraviglioso Le scarpe affondano tra le felci che a volte celano il minuscolo viottolo che conduce fino alla punta. Ci guardiamo attorno e vediamo che la natura ci ha inghiottito fino alle ginocchia, e scende vertiginosamente fino al mare. La giornata e’ serena e quindi il sole splende fino a farci solletico sulla pelle non ancora abbronzata.

Dopo qualche foto riprendiamo l’auto e via verso il mitico faro di Pointe du Raz.

Questo luogo e’ molto turistico a differenza della passeggiata precedente, dove

non abbiamo incontrato un anima, in questo luogo le anime traboccano. Le auto accatastate nel parcheggio, ci conferma che ci sono molti turisti. Nel piazzale

i soliti negozietti e l’ufficio informazione. Ci sono anche qui due sentieri

per raggiungerlo. uno di circa 30 minuti l’ altro di circa 1.30 .

Preferiamo quello veloce, oramai il sole e’ proprio al centro e comincia a fare

caldo. La vegetazione e’ inesistente si cammina su lastroni di roccia levigata dal vento. Arrivati ci sediamo ad ammirarlo. E’ arrivata con noi anche l’aria che concilia a prendere piacevolmente il sole. Per il ritorno prendiamo il sentiero che costeggia la fascia occidentale . Passeggiamo tra massi ed erika, tra felci e meravigliose ginestre. Tutto ciò lo dobbiamo alla ricostruzione che la regione Bretagna ha dovuto affrontare a causa dell’eccessivo turismo. Dopo questa impegnativa escursione ci sediamo in uno dei chioschi visti qualche ora prima ed ordiniamo delle crepes.

5 luglio

Oggi Locronan

E’ un borgo bretone tutte le sue case in granito sono conservate benissimo.

La piazzetta con il ciottolato ed il pozzo la Chiesa di Ronan in stile gotico

completa il quadretto del luogo. Un tempo famoso per la sua tessitura, ora

frequentato per lo più da turisti che scattando le foto la portano in giro per il

mondo dando così modo di farla conoscere. Forse e’ per questo motivo che

e’ tutta pedonale l’auto la si parcheggia ai margini del paese.

Ci spostiamo verso Concarneau cittadina fortificata al suo interno negozi di

ogni genere, ma per lo più per noi turisti. Troviamo una pasticceria molto singolare e’ l’artista dei dolci . Come materia prima usa il cioccolato, infatti si possono ammirare delle opere molto appetitose. Le sue opere hanno conquistato il primo posto in molti tornei di pasticceria. Un altro acquisto da non perdere sono le sardine confezionate nei modi più fantasiosi. Molto suggestive le mura per entrare nella cittadella si deve passare dal ponte levatoio.

6 luglio

Pigramente ci avviamo verso Quimper capitale della Cornovaglia

Siamo proprio in vacanza e il tempo non lo controlliamo, quando si arriva si arriva.

Quimper la cattedrale St. Correntin riempie il sagrato. Ci sono voluti venti anni per il suo restauro, ora i francesi si possono accomodare nei bar che le fanno da corona e possono ammirarla sorseggiando un bicchiere di cidro. La passeggiata si snoda su di un pavee’ al quanto disallineato. Scoviamo delle case a graticcio tipiche della zona.

Le vie del centro hanno i nomi delle corporazioni artigianali della città. Ancora oggi si possono trovare artigiani, ceramisti, gioiellieri e stilisti radicati da sempre in Cornovaglia.

7 luglio

Phares de Penmarc’h Eckmuhl .

Il faro lo si vede in fondo ad un viale interminabile. E’ massiccio e altissimo per la visita bisognerebbe salire circa 350 scalini e prima fare una coda incredibile.

Lo fotografiamo in tutta la sua lunghezza.

La costa di Penmarc’h ebbe come abitanti 100 famiglie di pescatori, che si

insediarono proprio in quel luogo per la pescosità delle sue acque.

Anche qui abbiamo trovato una leggenda. del re e della testa del cavallo che in bretone e’ Penmarc’h. Tristano principe di Léonois, viene inviato in Irlanda da suo zio Mark re di Cornovaglia, con il compito di riportare in patria Isotta sua promessa sposa. Sulla nave, Tristano e Isotta bevono per errore il filtro destinato a unire Isotta e il suo sposo ,Re Mark ,in un amore eterno. Ci sono molteplici finali: in alcuni,Tristano viene ucciso da su zio Mark, esacerbato dal suo tradimento; in altri, si sposa e muore nel suo castello in Bretagna, ma il destino di Isotta è sempre quello di seguirlo nella tomba.

 

8 luglio

Pont Aven quest’oggi ci aspetta. Al primo impatto sembra un acquerello.

Costeggiamo il fiume Aven fino in citta’ adornata da coloratissimi vasi di fiori.

I mulini ed i ponticelli che serpeggiano sul fiume fanno di questa cittadina una

nicchia particolare della Cornovaglia. Qui Gauguin si stabilì e fondò con altri artisti

la scuola di Pont Aven conosciuta in tutto il mondo. Passeggiamo tra le vie trafficate, mi sembra di camminare dentro un quadro, innumerevoli negozi di artisti stimola la nostra curiosità.

Ci fermiamo a mangiare le gallette, dicono che proprio qui si deve la loro nascita.

Proseguiamo per Pointe de Travignon arriviamo fino al faro tramite un bastione

dove c’e’ acqua sia a destra sia a sinistra, da lì si può procedere fino alla punta

del molo dove parecchi pescatori immobili osservano attenti le proprie lenze.

Ogni tanto qualche schizzo arriva fino a noi, ma ciò fa solo piacere perché oggi

la giornata è proprio afosa. Dopo uno sguardo all’oceano vediamo un castello

eretto proprio a ridosso dell’acqua, proprio nella punta più estrema della costa.

E’ zona privata, quindi niente visita. Torniamo alla macchina. Questa sera

Quimper cenetta alle Kariatid. Consigliato.

10 luglio

Il cicalino del cellulare da inizio all’ultima mattina. La nebbia ha coperto

ogni cosa,l’umidità della notte non vuole andarsene e rimane ancora adagiata

sulla ragnatela del barbecue del giardino, creando un ricamo. Carichiamo l’auto salutiamo la famiglia Dourot che calorosamente ci abbraccia. Prossima destinazione e’ una Home sull’oceano.

Ieri 9 luglio siamo stati pigramente agganciati al divano oppure alla sdraio in giardino, l’unica occupazione impegnativa e’ stata di cercare una sistemazione per la settimana entrante. Dopo qualche telefonata e qualche ricerca su internet. L’ho trovata.

Procediamo verso Quiberon siamo nel Morbihon nel sud della Bretagna.

La cittadina di mare, e’ Everton.

Per raggiungere il luogo preciso dobbiamo impostare il navigatore e memorizzarne

la postazione. Siamo fuori cartina. Ma memorizzandola ci riporterà sempre e

comunque a casa. Praticamente e’ in un villaggio con tutte le roulotte e home con

attorno il proprio giardino. Siamo oltre le dune. Sentiamo le onde , non c’e’ strada

non c’e’ traffico. Il silenzio totale. La proprietaria ci racconta che, proprio nell’eden

così lo definiscono loro, vogliono costruire una centrale nucleare. Speriamo

di no, è proprio un angolo di paradiso, per uscirne dobbiamo percorre qualche

chilometro, ma ne vale la pena. La home e’ pulita ed ordinata, la terrazza di legno

da modo di poter pranzare fuori. Ci ha lasciato anche due biciclette, ma noi da pigri milanesi usiamo l’auto.

11 luglio

Terza destinazione Morbihon --- Everton---

Questa mattina dopo la colazione in veranda, prendiamo per La Trinità S. Mar.

Una fermata per fare qualche scatto e vediamo navigare, molto lentamente, l’imbarcazione classica bretone dopo questa rilassante vista, ci indirizziamo per la gita culturale.

Locmariaquer sito megalitico. Desolazione assoluta neppure un albero,

prendiamo il pieghevole per avere qualche informazione in merito a questi

pezzi importantissimi della nostra storia. La Bretagna e’ un museo all’aperto

di questi luoghi ce ne sono moltissimi. Le Château de Kerguéhennec ci aspetta.

Un immenso parco con annesso laghetto. Ogni albero e’ catalogato, con provenienza e nome rigorosamente in latino. Troviamo anche molte sculture d’arte moderna lungo i vari sentieri che si snodano nel parco. Questa area e’ visibile dal 1986 ed e’ la più grande e fornita d’Europa Per raggiunge il castello bisogna, appunto, immergersi in questa ordinata natura, arriviamo ai suoi piedi, ma e’ una reggia non il classico castello. Siamo a Bignan a circa 20 km a nord di Vannes.

Al primo piano in questo periodo c’e’ la personale di Janos Ber pittore stravagante . Scendiamo e ci addentriamo nei locali con mobili dell’epoca. I vecchi specchi logori riprendono le nostre immagini sbiadite. Le finestre all’inglese danno un aria molto aristocratica. Usciamo, il tempo e’ minaccioso e decidiamo di non inoltrarci

oltre.

12 luglio

Piove noi chiusi nella home, mentre fuori diluvia, non e’ proprio ciò che avremmo voluto fare oggi. Ieri avevamo deciso che oggi doveva essere una

giornata di sole e mare, mare e sole.

Prendiamo l’auto ed imbocchiamo la N 165 per Ploermel dopo un paio d’ore arriviamo. Un giro in città e poi seguiamo il cartello per " Le Lac de duc".

E’ un laghetto tranquillo. oggi c’e’ un gruppo di bambini intenti ad imparare

a veleggiare. Scendiamo dall’auto, per il momento non piove, e ci godiamo lo

spettacolo di questi ragazzini tutti imbacuccati, con muta, giubbetto di salvataggio

ed alcuni anche con la cuffia, che si cimentano in virate impensabili.

Cenetta romantica in casa. Fuori lascia che piova. Qui ci siamo noi e ti ascoltiamo

attentamente.

13 luglio

E’ coperto. Non ci interessa. Andiamo a salutare l’oceano.

Oggi e’ martedì e le strade che portano al mare sono libere. I parcheggi sono

a perdita d’occhio. Dopo aver percorso un tratto tra sabbia ed asfalto, comincia

la lieve salita per superare la duna. L’accoglienza non e’ delle migliori

l’oceano scarica tutta la sua ira scaraventando delle onde altissime e schiumose, lasciando

una riga scura sulla spiaggia. Sono le alghe che i francesi raccolgono per lavorarle.

Comunque passeggiamo, l’aria umida e la salsedine penetra nelle ossa. Le labbra

sono salate, i capelli si arruffano impasandosi. Il panorama nonostante

le intemperie e’ emozionante. Soddisfatti della passeggiata entriamo in macchina.

Obiettivo St. Cado un altro paradiso. Appena arrivati, notiamo immediatamente

la tranquillità del luogo. La gran parte del fiume è una riserva naturale protetta, ci sono aironi, anatre,cormorani. In mezzo al lago c’e’ un fazzoletto di pietre, sopra di esso un unica costruzione. Una chiesetta molto piccina, ma piena di fascino e mistero.

La leggenda dice che il parroco voleva a tutti i costi un ponte, così avrebbe potuto raggiungere più facilmente i suoi fedeli sulla terra ferma. Fece di tutto per poterlo costruire, ma ogni suo sforzo fu vano. Una notte si presentò Satana e le propose un patto. Lui avrebbe creato in una notteil ponte, ma la ricompensa era molto alta. Voleva la prima anima che per prima passasse il ponte. Il parroco dopo averci pensato un attimo accettò.

Il ponte la mattina dopo fu pronto, come era pronto anche Satana in attesa della sua anima che sarebbe transitata sul nuovo ponte. Il parroco le preparò una trappola. Sul ponte fece transitare come prima anima una linda pecora bianca.

Un’altra leggenda e’ che St. Cado e’ il protettore dell’udito. Bisognerebbe

sdraiarsi sul suo letto, un masso molto levigato, situato dietro la chiesetta dopo di che l’udito potrebbe migliorare.

Il problema e’ che il masso levigato lo si può usare solo due volte al giorno,per via della bassa/alta marea.

Dopo queste due leggende, il gioco e’ fatto. Alzando gli occhi verso quella

piccola costruzione pallida, ci sembra veramente di esse noi stessi stati

teletrasportati in una di esse.

Da qui decidiamo di imboccare la D781 verso Quiberon. Questa cittadina

famosa per essere il porto più trafficato per l’isola Bel ile (isola bella) le isola di poeti e ciclisti ed anche per la sua costa molto pescosa.

Per raggiungerla si percorre una lembo ti terra che si addentra sempre di più nell’oceano. Praticamente la D781 la si percorre fino in fondo. Ai lati la natura

si sussegue alternativamente a basse case e dune. Suggestivo una volta arrivati una

giratina in città il mercato del pesce e il suo famoso centro termale.

14 luglio riposo assoluto.

15 luglio

Festa Nazionale

giornata a Josselin. Paesino medioevale, dove tutti i cittadini si vestono con gli

abiti del tempo e sfilano per le vie del paese. Come sfondo il loro magnifico

castello, sembra quello delle fiabe. Riflette nel fiume tutta la sua maestosità.

Ci guardiamo attorno, solo turisti, forniti mi macchine fotografiche o cineprese.

Il borgo e’ agghindato a festa. Da ogni via ne esce un personaggio dell’epoca medioevale. Gli abiti sono molto curati e ben tenuti, anche le capigliature sono molto

fedeli a quell’epoca.

Ecco che inizia la sfilata.

Tutti i turisti sono ai lati per dar modo che la manifestazione possa scorrere

senza intoppi. Le foto si sprecano e si possono ammirare sul nostro sito.

16 luglio

mattina partenza per quel luogo, in quel momento lontanissimo, che

si chiama Italia.

Cosa non abbiamo visto……….. dhfaieaefevnsdnsd.dvtlgob vdv fdvadvalv

ci sarebbe troppo da scrivere , quindi alla prossima, con un'altra puntata della campagna francese

Nonostante e’ molti anni che passiamo le nostre ferie in Francia non abbiamo

ancora visto tutto.

Quest’anno abbiamo caricato altri 6000 km al nostro contatore.

Km 87457

SS 24 Monginevro, Briançon, poi la N.91 per Grenoble, verso

S.Etienne Moulines Bourges,Tours,Angers,Rennes,Chateaulin, Brest,

I km sono circa 1540. La cifra per le sole autostrade francesi e’ stata

di circa 73 €.

 

 

DIARI DI VIAGGIO