Motoraduno toscana 25 26 27 maggio 2012

e

vacanze toscane





Dopo tanto leggere sul forum www.v-strommers.it. Finalmente è arrivato il giorno della partenza per l'annuale motoraduno nazionale.

Venerdì 25 maggio alle ore 9 io in auto e Roberto in moto ci siamo partiti per la Val D'elsa.

Le previsione non davano tempo buono, anzi nell'arco della mattinata doveva piovere a dirotto.

Per fortuna, non fu così, il cielo rimase grigio, e non piovve.

L'autostrada era molto trafficata e i camion tutti in fila uno dopo l'altro li vedevo passare, e con la coda dell'occhio tenevo sempre attivo il mio navigatore.

Al casello di Melegnano abbiamo solo rallentato, che spasso avere il telepass, solo una cosa, la sorpresa la puoi vedere più tardi al pc quanto ti costa quel semplice e divertente rallentamento.

Comunque, dopo qualche sosta per il caffè si arriva nelle vicinanze e si esce a Siena e si prende la

tangenziale. Io sono abituata a tre belle corsie spaziose e percorribili, anche se sempre con molto traffico, qui al contrario sono due la pavimentazione è disastrata e le corsie mi sembravano anche più strette. Il navigatore ha funzionato alla perfezione, non si poteva sbagliare.

Casole Val Delsa un paesino arroccato con un profilo ancora d'altri tempi.

Prima però passiamo per l'agriturismo prenotato via internet tramite Bikerhotel, con lo sconto.

Si chiama Nerbona www.nerbona.com inserisco l'indirizzo e ne parlo volentieri perché il

luogo è veramente accogliente pulito e giovane.

Due ragazzi ci accolgono, ci mostrano la struttura, che sarà la nostra casa per una settimana,

e poi vediamo l'appartamento che abbiamo prenotato. Preciso come da foto pubblicate sul sito.

Si chiama taverna. L'entrata ha una volta la cucina salotto e' stile arte povera.

Il bagno agibile da modo anche di poterti girare bene.

La camera ha tre letti l'ultimo posto in fondo e' sotto un camino, naturalmente chiuso sigillato e

dipinto come le pareti di giallo zafferano, il soffitto ha travi a vista in contrasto, di color noce.

Un armadio a due ante completa l'arredamento.

Dopo aver lasciato bagagli auto andiamo a ritirare a Casole i pass per il raduno.

Il paese e' arroccato, in torno si scorgono le mura, la salita è impegnativa ma la moto risponde bene. L'accoglienza e' dove sorge il Palazzo Pretorio, attualmente risiede la pinacoteca e la Rocca essa è un fortilizio trecentesco, uno dei più importanti castelli Valdesani, prima di arrivare lì si passa per la via principale, i suoi mattoncini a vista trasudano di umanità, le botteghe danno sulla piccola piazza dove al centro sorge un pozzo con una statua molto particolare.

I ragazzi alla rocca ci danno un sacchetto con all'interno l'essenziale per conoscere la zona.

La prima cosa che facciamo ci fermiamo a salutare vecchi amici, arrivati dalla nostra zona,e nuovi

amici arrivati da altre regioni d'italia. L'adrenalina per il giro del giorno dopo è altissima.

Per la cena ci ritroviamo tutti, ma dico tutti, seicento gambe zampettanti, al ristorante

Terre di Casole qui di seguito il link http://www.hotelterredicasole.it/it/

da menzionare per la pazienza l'organizzazione e la cortesia che ha avuto nei confronti dei

nostri stomaci affamati, dei nostri modi a volte non proprio eleganti nel manifestare la

gioia del momento. Abbiamo apprezzato la Panzanella, l' Insalata di farro, la porchetta tagliata divinamente e gli affettati misti che con orgoglio posava sui tavoli per non parlare del vinsanto

e dei tipici cantuccini. Per finire ha cucinato dei piatti specifici per quelle persone affette da qualche

intolleranza.

Fuori nel parcheggio le moto erano tutte in bella vista e alla fine della serata, solo alcune sono rimaste ferme in attesa del giorno seguente, le altre hanno ripreso il loro cammino verso le loro

dimore prenotate anzitempo.


Sabato mattina

Il sindaco di Casole ha concesso al Raduno che piazza della Libertà sia proprio il centro di raccolta.

Noi centauri con i nostri motori abbiamo contaminato quel luogo distanti anni luce dalla nostra

vita frenetica e cittadina. I bottegai dal viso disponibile sono usciti dai propri negozi per vivere

l'evento per poter condividere con noi il primo appuntamento.

Sono le 9,15 tutti pronti, in sella. Tranquillamente, come ci aveva scongiurato il comitato, siamo

usciti in punta di gomma dal paese. Oggi dovremmo coprire circa 140 km.

Un lungo biscione si snoda per la SP541, le staffette, ossia i motociclisti con la pettorina arancio,

corrono al nostro fianco facendo segno di serrare la fila, di non lasciare buchi. Poi con un guizzo li vedi che immobilizzano un pulman che stava per uscire da una via secondaria. Lo vedi lì fermo davanti a una piccola moto, lui il pachiderma della strada davanti a Davide deve demordere e aspettare che la lunga collana di perle, nel maggiore dei casi, nere finisca.

Il cielo minaccia pioggia siamo a San Galgano http://www.sangalgano.org

mettiamo le moto nel viale di accoglienza davanti all'entrata. Con tre euro ( sconto rn altrimenti sarebbe stato 4 eurini a testa) entriamo, i nostri occhi vedono una cattedrale senza tetto, crollo' nel 1768 rendendo il sito ancor di più suggestivo. C'e' una storia di dinastie di papati di guerre e di decadimento. Le foto sono d'obbligo. Dopo aver visitato i giardini prendiamo un viottolino che sale fino alla Cappelle di Montesiepi dove troviamo la spada nella roccia proprio al centro della rotonda.

Il tempo scorre velocemente ed è già ora di ripartire. Ora verso Massa Marittima prendendo la ss441 e poi la sp 162 si possono vedere vigneti borghi caratteristici, contornati da moltissime curve.

La cittadina di Massa Marittima http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_Marittima.it ci accoglie e la visitamo volentieri e prendiamo anche un ottimo aperitivo in attesa delle 13.30.

Purtroppo non inserisco il luogo del pranzo perché non sono stati alla altezza della situazione.

Dopo ciò la sella e' bollente, nel frattempo e' uscito il sole e noi andiamo verso Larderello

http://it.wikipedia.org/wiki/Larderello luogo molto interessante. Questa zona si chiama “ la valle

del diavolo” per via dei suoi soffioni boraciferi. E' una cittadina veramente strana tubazioni in acciaio la intrecciano, la conglobano. E' la prima esperienza al mondo di sfruttamento dell' energia geotermica per la produzione di energia elettrica. Parcheggiamo le moto e in due gruppo ci fanno salire all'interno dello stabilimento, dove un giovanotto di circa 80 anni ci spiega come funziona e a cosa serve. Dopo tanto stupore apre un rubinetto e il frastuono ci annichilisce. Il vapore svetta

verso il cielo, ormai indaco, quando lo richiude siamo un po' frastornati, ma le domande si moltiplicano e l'omino risponde a ogni quesito.

Ricavalchiamo la moto battendo strade tortuose e arrivando al punto di partenza dandoci appuntamento per la sera.

I cittadini di Casole hanno lasciato nelle nostre mani che la sera del sabato la loro amatissima piazzetta. Il cibo e' fornito dallo stesso ristorante del venerdì Terre di Casole. Tutto fila liscio.

Antipasto toscano Zuppa casalese, divina, Mezze maniche alla cinta senese “Braciata “mista ossia salsicce rigatino vitello rostinciane. Dolce e caffè Tutto perfettamente coordinato e servito sulla piazza già predisposta dal primo pomeriggio .

Dal palco gli organizzatori iniziano i ringraziamenti partendo dal Sindaco e via così.

Uno spettacolino offerto dalla Compagnia del Drago Nero ci fa volare il tempo.

Arriviamo così al termine della splendida serata tra risate battute e applausi facciamo anche la raccolta di beneficenza da devolvere ad un ente, e per finire la lotteria dove gli sponsor mettono

a disposizione i loro prodotti.

Bene é arrivato il momento di darci appuntamento all'indomani mattina, qualcuno sicuramente

arriverà con il mal di testa visto l'evolversi della serata.


Domenica mattina

Un po' frastornati per la sera prima, ma tutti sono presenti come dei veri cavalieri del xx secolo.

Si parte e si imbocca la SP 27 dopo molte curve e controcurve, dopo aver ammirato meravigliosi borghi dove i residenti ci salutavano felici, arriviamo a Buonconvento http://www.comune.buonconvento.it

Posteggiamo le moto proprio sotto le mura. Il nome deriva dal latino Bonus Conventus ossia luogo felice.

Ma le leggende non mancano neppure in questo luogo.

Villa Rondinella si racconta che un camionista fu fermato da dei ragazzi i quali si fecero portare a villa Rondinella. Il giorno dopo il camionista e' ritornato alla villa, ma essa era disabitata non era abitata da anni. Quindi telefonò hai carabinieri che dopo qualche tentativo riuscirono ad entrare, ma

come già scritto non abitava nessuno da anni. Il camionista però trovò un oggetto inquietante.

La tazza dove bevve la sera precedente in compagnia dei ragazzi. Si narra anche che chi osa avvicinarsi venga preso a sassate dalle finestre. Quindi non avvicinatevi la vostra gita potrebbe terminare a Villa Rondinella. Per sempre.

Noi naturalmente ce ne siamo ben rimasti lontani. Infatti abbiamo passeggiato per le vie del centro

preso l'aperitivo e comprato qualche souvenir mangereccio.

Poi visto l'ora verso Montepulciano questo luogo e' noto per la ricchezza di ottimi vitigni e dove si ricava il vino nobile di montepulciano. http://www.montepulciano.com

Per via di alcuni problemi causati da altre persone gli organizzatori all'ora di pranzo non era a capo del lungo cordone umano che si aggirava per la cittadina in preda a rantoli famelici.

Dopo un agitato vagabondare, arrivano le indicazione che ci conducono in una cantina.

Così oggi sembra, ma una volta era una cripta della contrada di Volpaia. http://www.contradadivoltaia.it

Entrando lo stupore fu generale. Le volte tutte a mattoncini davano un senso di sicurezza, alle pareti bombate appesi arazzi e bandiere della contrada Voltaia immagini del palio completano il tutto.

Purtroppo questo e' l'ultimo pasto che faremo tutti insieme. La torta dedicata al raduno e' stata veramente creata con gusto. Ed era anche buona!!!

Bene l'ora dei saluti e' la parte più triste, perché sai che alcuni amici li potrai rivedere solo al prossimo raduno. I tre giorno che contraddistinguono questo evento fanno si che tutti vivano

questo evento in spensieratezza, perché non c'e' la preoccupazione di dover sceglier di dover pagare

di dover essere prima a tutti i costi. No. Per questa occasione si è molto accondiscendenti e altruisti.

Sono rari i casi dove si possono verificare tutti questi lati positivi.

Quando si parte si lascia sempre un pezzettino d'anima nel posto appena visitato, ma questa volta.

NO. Siamo rimasti ancora qualche giorno. Quindi abbiamo salutato tutti, ma con meno malinconia

delle volte precedenti.


Lunedi 28 maggio 2012 località Nerbona.

Ci svegliamo sotto un grigio cielo. Sembra dirci “ Ora che il raduno è finito mi fai gocciolare un po?” Alla fine usciamo la giornata si apre le nubi brontolone se ne vanno e noi andiamo a visitare

la cittadina che in questi giorni ci ha ospitato Casole D'Elsa. Al bar per un caffè e incrociamo ancora

due organizzatori che stavano disbrigando le ultime cose. Ci facciamo una chiacchierata e poi noi

vistiamo il luogo. Da li andiamo a Scorgiano da Claudia Martinez che gestisce un agriturismo e un

negozio dove si può trovare degli ottimi formaggi e salumi per i ghiottoni il miele e le marmellate da abbinare ai formaggi e per terminare i vini della zona. Infatti usciamo con due borse e anche 6 uova freschissime. La sera siamo andati tranquilli su dove andare a mangiare. Ancora ahttp://www.hotelterredicasole.it/it/hotel-casole . Ora il ristorante è vivibile, la terrazza si affaccia

su un panorama toscano da strappare persino una lacrima. L'ora e' quella del tramonto e quindi

la luce è perfetta per fotografare. Roby ha preso Pappardelle di cinghiale al ragù di cinghiale per secondo la tagliata di manzo con lardo di colonnata il tutto spolverato di tartufo.

Io ho preso uno morbidissimo risotto ai sapori del suo orto, collocato sul terrazzo antistante e diviso tutto ordinatamente in aiuole assimmetriche. Per secondo verdure panate, divine. Abbiamo accompagnato questa cena con un Vernaccia docg delle tenute le Calcinaie di San giminiano.

Caffè e conto 60 eurini.

Martedì 29 maggio 2012

Iniziamo la nostra visita tra i borghi da Poggibonsi. C'era il mercato, e questo è come da noi, l'unica

cosa diversa è la parlata che a volte è incomprensibile. Tutte quelle sillabe e vocali mancanti sembrano che parlino un altra lingua.

San Gimignano http://www.sangimignano.com/sghome.htm Dislocati attorno alle mura ci sono i parcheggi terrazzati.

Con il ticket d'ingresso ci dirigiamo verso la fermata dell'autobus e ci accorgiamo con

piacere che timbrando lo stesso biglietto in una macchinetta li installata possiamo fare

andata e ritorno dalla cittadina. Meraviglia!!! Organizzazione perfetta da lì a qualche minuto arriva il “ Pollicino” si chiama così per via delle dimensioni minute.

Saliamo e ci fa scendere proprio in prossimità del centro, dicendoci che possiamo riprenderlo senza pagare, pagheremo il tutto alla cassa automatica del parcheggio all'uscita.

Visitiamo subito la Collegiata ossia il duomo (3.5 eurini a testa) Ci guardiamo attorno ma gli affreschi ahime sono quasi tutti stati assorbiti dalle pareti, non si vedono quasi più eccetto quello

del Ghirlandaio. Vediamo anche il museo d'arte sacra, ma non entriamo poi La torre Grossa alta circa54 metri. Qui ogni famiglia e vi risiedeva negli anni faceva costruire una torre più alta

di quella precedente.

E ora una leggenda su San Gimignano.

Sapete perchè San Gimignano si chiama così? No il santo non possò di lì. L'unico di cui parla la patrologia nazionale appartiene all'Emilia-Romagna, visse intorno al IV secolo e fu eletto vescovo di Modena. Per trovare un aggancio con la 'cittadina delle torri', che svetta maestosa su un colle a cavallo fra la Val d'Elsa e la Val d'Era, bisogna affidarci perciò a una leggenda, sostenuta però da un 'documento' che potrebbe dargli il crisma dell'evento storico.
Si racconta dunque che un giovanotto di Colle Val d'Elsa, trovandosi a Modena proprio il giorno dei funerali solenni per la morte del vescovo Gimignano, fosse rimasto abbagliato da un grosso anello che il religioso portava al dito. Il giovane decise di impossessarsene e, approfittando di un momento di confusione tra la folla, tentò di arraffarlo. Ma l'anello non volle sfilarsi. Il ladruncolo tirò così forte che alla fine gli rimase in mano il gioiello insieme a tutto il dito. Il ragazzo, a quel punto, riuscì a svignarsela e corri corri tornò con la preziosa refurtiva dalle sue parti. Ancora terrorizzato per il gesto compiuto, si rifugiò in una chiesetta di campagna e vi rimase tre giorni e tre notti. Ma quando decise di uscire si accorse che la porta era sbarrata e che aveva perduto il bene della vista. Ai primi soccorritori il ragazzo apparve distrutto: consegnò la refurtiva, si sciolse in lacrime di pentimento e subito tornò di nuovo vedere.
Sia l'anello che il dito fanno ancora parte del patrimonio reliquiario della Collegiata di Santa Maria Assunta; attorno al piccolo tempio, nel frattempo ingrandito, è nata e ha prosperato la San Gimignano che, grazie alla sua storia, alle sue leggende, ma soprattutto alle sue opere d'arte, è conosciuta in tutto il mondo ed è visitata da milioni di persone ogni anno.
Il 31 gennaio, giorno in cui secondo un'ormai più che consolidata tradizione Gimignano sarebbe morto, una festa ricorda e celebra l'evento. Alle 12 in punto, dopo la messa solenne in basilica, il monsignore riceve la teca che contiene il dito e l'anello e dal sagrato della chiesa mostra la reliquia ai fedeli che nel frattempo hanno occupato la piazza. Segue la benedizione alla città e la tradizionale offerta dei ceri da parte delle più alte personalità comunali. Quest'anno le celebrazioni avranno un carattere di particolare solennità perché, se i conti sono esatti, coincideranno con il 1600° anniversario della morte del vescovo modenese.

E' arrivato mezzogiorno e ci accomodiamo in uno dei tanti bar in piazza della Cisterna.

La piazza prende il nome dalla Cisterna sottostante per l'acqua sormontata da una monumentale balaustra in travertino. Ordiniamo due taglieri uno di formaggi misti e l'altro di salumi e due bicchieri di vino bianco, il vernaccia naturalmente. Ci alziamo soddisfatti del pranzo, meno per il conto. 40 euro. Pagato parcheggio+ 2 biglietti Pollicino 8 euro per 4 ore di sosta.

Il pomeriggio lo dedichiamo alla ricerca della cantina. Dopo un indagine accurata troviamo una strada bianca in fondo ad essa un cancello in ferro battuto riporta “ tenuta le calcinaie”

http://www.tenutalecalcinaie.com/it/azienda.php dopo una breve telefonata dal numero che c'era sul cancello si presenta Simone Santini che arrivava della vigna. L'assaggio e' un rituale, dopo cio' usciamo con 3 cartoni di bottiglie. 8 euro a bottiglia Vernaccia docg. Dal 1995 l'azienda produce uva con sistemi biologici e dal 2001 la vinificazione è un processo certificato biologico.

Per terminare decidiamo di visitare il museo del Cristallo a Colle Val D'elsa

Da non perdere appena inaugurato al 14 di aprile di quest'anno e' veramente interessante e

particolare. Con 3 euro si entra. Si scende e già si vedono appesi bicchieri di cristallo che cadono a piombo dal soffitto ordinatamente infilati uno nell'altro con un filo di nailon. Il gioco di luce che donano e' fenomenale. C'e' il senso della visita La produzione vetraria, il vetro medioevale,il cristallo al piombo... insomma tutti approfondimenti sul tema Cristallo. Accesso per disabili. http://www.cristallo.org

Mercoledì 30 maggio

Questa mattina destinazione Siena. Il parcheggio che abbiamo usato e' quello di San Marco a sud della città. Prendendo Porta San Marco si sale, le case sono vecchie i portoni sono bassi. Si arriva in

piazza del Campi e' meravigliosa nonostante la moltitudine di turisti che riempie la conchiglia.

La fonte Gaia e' sempre là dal 1419 Jacopo della Quecia ci ricavò 2200 fiorini d'oro.

Qualche foto e una visita dalla I (informazione turistica) si trova proprio di fronte al palazzo la cartina della città e' a pagamento (1 euro), in cambio se chiedo un tour veloce, l'impiegata è

molto disponibile a tracciartelo sulla mappa. Una volta fuori raggiungiamo dopo una valangata di scalini al duomo, su questi scalini cadde Caterina Benincasa (oggi Caterina Da Siena) mentre si stava recando all'ospedale di Santa Maira della Scala. Il suo marmo rosa e' abbagliante il sole di mezzogiorno lo illumina talmente che ci vogliono obbligatoriamente gli occhiali da sole per poterlo ammirare. E' consigliabile una visita

( 3Euro) noi non entriamo perché c' e' una folla assurda. Quindi scattiamo foto alla facciata di Santa Maria Assunta essa e' in stile gotico romanico. Ripercorrendo il percorso a ritroso vediamo sulla nostra destra anche il Facciatone, cioè è l'opera incompiuta per ampliare il duomo. Questa estensione era stata decisa per competere con Firenze, ma alla fine non fu terminata.

Da li decidiamo di andare a visitare la patrona d' Italia e d' Europa e protettrice della contrada dell'oca. Il Santuario e la casa di Santa Caterina Da Siena. Prendiamo le viuzze e guardandoci un po' a destra e un po' a sinistra e salite e discese arriviamo. Vediamo ( non si paga nulla) il refetorio sulle pareti leggiamo, tramite dipinti, il suo cambiamento da quando i genitori volevano farla sposare a quando si taglio i capelli. Insomma la sua storia. Un dipinto del Pomarancio ( alias Cristoforo Roncalli) la ritrae nella Comunione Miracolosa.

La testa il dito e il frammento di una scapole della Santa sono riposti nella Chiesa di San Domenico poco più avanti. Non abbiamo potuto visitare questo luogo perché chiuso.

Usciamo e ci avviamo verso il Fontebranda http://www.blogsiena.it/it/fontebranda-fountain-that-speaks-of-siena e' la più antica e imponente fonte di Siena.

Ci avviamo verso Porta San Marco passeggiando ancora una volta tra le viuzze della città.

Il costo del P è di 1,70 euro all'ora noi paghiamo 6,80 euro la macchinetta come al solito dà il resto.

Il parcheggio e' un po' angusto, ma con molta cautela ne usciamo incolumi.

Dal caos turistico di Siena eccoci nella pace di Radicondoli http://www.radicondoli.com un borgo d'altri tempi, dove la vita non ha ritmo, ma un moderato cammino verso la fine di ogni giorno. Conta all'incirca mille abitanti, ma distribuiti anche nei borghi vicini.Le viuzze sono rimaste intatte nei secoli. Le case rigorosamente di mattoncini a vista, il bucato steso, i vasi che colorano le finestre. I cunicoli a volte molto bassi non ci permettono di raggiungere la via sottostante.

Ci fermiamo al Bar Nazionale sulla via principale. Il silenzio è spezzato dalle nostre due voci.

Ci sediamo sul terrazzino fuori, sulla strada. Nessuno. Restiamo immersi in quella tranquillità

per circa una oretta, poi una moto si ferma proprio lì di fronte appoggia il casco sullo specchietto e

se ne va verso un portoncino, entra. Un altro mondo il loro.

Giovedì 31 maggio

Acqua a catinelle Spostando le tende della finestra non si vedeva la piscina.

Per fortuna verso mezzogiorno il tempo è migliorato e oggi facciamo un giro in moto.

Prendiamo la SP52 verso Caste di San Gimignano. Sappiamo che la strada è in mezzo a viti e le curve non mancano. Non troviamo un anima su questo percorso. Proprio a Castel di San G.

vediamo un caseificio. Ci fermiamo dopo aver assaggiato vari formaggi usciamo con molti pacchettini gustosi. Pinzani http://www.caseificiopinzani.com/it/contatti.php Torniamo verso casa.

Venerdì 1 giugno

Ultimo giorno decidiamo di vedere ancora qualche borgo.

Castellina in chianti. http://www.chianti.com/it/castellina-in-chianti/

Bisogna parcheggiare prima di entrare in paese, il centro come sempre e' pedonale.

La strada che porta in piazza è come sempre in salita. Dopo aver ammirato tutt'intorno arriviamo in fondo alla strada e prendiamo un sottopasso, così sembrava, invece e' una passeggiata sotto le volte lunga quanto la parallela. Sotto al coperto, si sentivano tutti gli odori, di cucina di un ristorante, di zafferano, visto la zona, e di pelle, cuoio. Entriamo in un negozio di alimentari e prodotti tipici, come sempre prendiamo un sacchetto pieno di leccornie.

Costo del parcheggio 1 euro l'ora.

Ora verso Radda e Castello di Brolio. Qui troviamo le cantine del conte Ricasoli.

Purtroppo il castello è chiuso allora facciamo una passeggiata nel suo parco e nei suoi vigneti .

Ho trovato un altra leggenda riguardante il Conte Ricasoli.

Come tutte le estati, anche anno scorso sono stato mandato in ferie dai miei nonni nelle campagne di Brolio, un posto molto bello ma anche molto noioso, a volte. Di giorno girovagavo con mio nonno per le campagne e lui mi faceva vedere le vigne, l’oliveti le cantine del barone Ricasoli, la sera poi “a veglia ” come dice lui, al bar del borgo dove si tira tardi a giocare a carte e chiaccherare del più e del meno. In questo angolo di campagna ci sono pochi ragazzi come me percui passavo le serate ad ascoltare le storie degli amici di mio nonno; quell’anno per l’appunto, mi ritrovai in quel di Brolio durante una settimana in cui era prevista luna piena e, in merito a ciò, la sera al bar mi raccontarono la storia del conte Bettino Ricasoli o meglio, la storia del suo fantasma. Si dice che durante le notti di luna piena, allo scoccare della mezzanotte, si senta il conte cavalcare a folle velocità nelle vigne intorno al castello e, una volta arrivati alla rocca, si vedeva la sua sagoma precipitare dalle mura e sfracellarsi a terra; io naturalmente non credevo a quella storia anche se, ascoltarla, mi aveva divertito. Quella notte, fu la prima notte di luna piena, incuriosito dalla favola raccontatami, prendo la mia bicicletta e mi reco per le strade, sono le 23:59 ed ancora non si sente nulla, fra me e me penso: lo sapevo che era solo una favola, non c’è nessun cavaliere nelle vigne…. non faccio in tempo a finire la frase che un terribile rumore di zoccoli lanciati in una folle corsa, rimango per un secondo impietrito dalla paura, dallo stupore, un attimo che sembrava non finire mai. Poi sento in cavallo che si avvicina, il vento forte mi confonde, credo di sentire delle urla, delle risate, allora rimonto sulla mia bicicletta e mi dirigo verso casa, pedalo come mai non ho pedalato in vita mia, quando sono sulla porta di casa, ho il fiatone, sono tutto sudato ma mi sento finalmente in salvo! Prima di entrare in casa mi giro verso il castello e, da lontano mi sembra di vedere la sagoma di un uomo che cade dalle mura del castello. Oddio, la favola allora non era fantasia era una storia vera!, prendo un bel bicchiere di latte caldo e vado a dormire. La mattina mi sveglio di buon ora e racconto la mia avventura ai nonni che si fanno delle gran belle risate sulla mia storia, un pò arrabbiato esco di casa e vado a fare una passeggiata, non so come mi ritrovo sotto le mura del castello e là dove la sera prima avevo visto cadere la sagoma di un uomo, trovo l’erba schiacciata che aveva tutta la forma di un cadavere rannicchiato! impaurito corro a casa tenendo per me quello che è successo ripromettendomi di non andare mai più dai nonni quando c’è luna piena.

Dopo questo breve favoletta,siamo tornati a casa per la cena al ristorante Terre di Casole.

Sabato 2 giugno

Partenza verso le 11 e arrivo a casa senza acqua e senza traffico alle 15.




Spese

Gasolio 2 pieni 74+ 70

Benzina 60 euro

Autostrada devo controllare il telepass